I tre punti fondamentali su cui l’Inter deve lavorare per tornare grande

La sconfitta contro il Novara segna il momento più buio della storia recente Interista. Per risalire ad un momento simile dobbiamo tornare alle stagioni 1998/1999 e 2000/2001 dove scelte di mercato sbagliate e mosse azzardate hanno fatto precipitare i Neroazzurri in un baratro dal quale è stato difficile uscirne. Ora come ora a Moratti consiglierei tre linee fondamentali inserite in ordine crescente per uscire da tutto questo:
1) FIDUCIA NEI GIOVANI A TEMPO INDETERMINATO:
Inutile nascondersi, andare in Champions l’anno prossimo è difficile, se non impossibile. Non sfruttare questi anni di transizione lanciando la linea verde per provare a vincere ti porta solo a perdere “sia Filippo che il panariello” come dice un detto di Napoli; I prestiti di Coutinho e di Caldirola sono stati assurdi, quel paio di partite fatte giocare a Faraoni ed Castaignos solo perchè Cambiasso, Zanetti, Milito e compagnia bella sono titolari ad honorem è da matti. Come fanno a crescere questi ragazzi se non giocano mai o sono mandati all’ estero? E’ all’ Inter che devono farsi le ossa! Coutinho sta dando spettacolo all’ Espanyol, Caldirola è un pilastro al Brescia, schierarli fissi in campo cosa costava? Era cosi necessario optare per il 4-4-2 impedendo al Brasiliano di sostituire degnamente Sneijder? Era cosi necessario far giocare Chivu al posto di Caldirola? misteri che non capiremo mai. Se l’ Inter davvero vuole svecchiarsi i giovani devono giocare a prescindere, perchè in tribuna non cresceranno.
2) CREARE UNO STAFF DIRIGENZIALE DI PRIMO ORDINE, CHE POSSA CONFERIRE UN MAGGIOR PESO POLITICO AL CLUB:
Un grande club per essere definito tale non può non avere un dirigente di primo ordine, un dirigente alla Galliani, il più grande dopo Italo Allodi per citarne uno. Adriano al Milan ha fatto un larovo incredibile, costernato di colpi di mercato di primo livello e un grande lavoro come coordinatore tra giocatori e dirigenza. L’ Amministratore delegato del Milan è anche un grande comunicatore, quando il giornalista o l’ opinionista di turno ha sparato a zero sul suo club, lui ha sempre saputo rispondere a dovere, riportando la serenità nello spogliatoio. E’ un tutto fare e l’ 80% delle vittorie dei Rossoneri derivano dalla sua grandissima gestione; all’ Inter manca da troppi anni uno cosi, uno che quando l’ arbitro sbaglia usa le parole adatte per esternare tutto il suo malcontento, pretendendo rispetto ed equità quando si arbitrano le partite dei Rossoneri. Moratti, possibile che non si riesca a trovare un dirigente cosi?
3) PRETENDERE UN MAGGIOR PESO MEDIATICO.
Il punto più importante, quello che crea maggiori problemi all’ Inter. Da sempre dico che i Neroazzurri hanno un pessimo rapporto con i media che, impossibilitati dal cerare notizie scoop su Milan e Juve (che hanno pensato bene di tutelarsi sotto questo aspetto) cercano ogni piccolezza per creare un caso nell’ ambiente Interista e destabilizzare il club. Il Milan ha Mediaset che garantisce la tutela dei Rossoneri, la Juventus ha tuttosport, l’ Inter è spoglia, disarmata. Sono i blogger Interisti, i tifosi che scrivono a sostegno della squadra che provano in qualche modo di ovviare a questa triste realtà, ma senza riuscirci, perchè una testata giornalistica del club verrà letta solo dai tifosi Bauscia e non dagli altri. E’ con i quotidiani Nazionali e le trasmissioni tv che la situazione deve cambiare. L’ esempio di Calciopoli dovrebbe aver insegnato qualcosa: se un giornale Nazionale minimizza su un dirigente che ha fatto tantissime furbate ed enfatizza la piccola intercettazione del dirigente Interista di turno, ecco che tutta Italia crede che i Neroazzurri sono disonesti ed altri club che hanno commesso cose ben peggiori diventano cornuti e mazziati. La questione mediatica è fondamentale per qualsiasi club, il giudizio della gente è importante e basta manipolarlo per far si che una squadra sia amata o odiata, e se anche gli arbitri si lasciassero influenzare da certe notizie (…)
Antonio Borsa